Le prime 13 cose da fare

PREMESSA

È cosi tanto tempo (millenni) che gli uomini – proponendosi come onesti, sinceri, volenterosi ecc – si affannano a formulare proposte basate sul bene, il bello, il giusto e l’utile, che è forse il caso di chiedersi perché non hanno mai funzionato.

La risposta è che, a questi livelli di metodo nell’esercizio del pensiero e dell’essere, l’errore consiste nell’avere degli obiettivi, perché non possono essere raggiunti.

Occorre cioè un nuovo metodo, un nuovo modo di esercitare il pensiero, che può essere solo frutto di una nuova cultura, laddove per cultura si intenda: «modo che gli uomini mediano di dover avere in comune nel vedere la realtà».

Una nuova cultura che consenta di giungere a nuove forme del conoscere rispetto a tutto quanto già si sa.

Una cultura che può nascere solo se la società e i singoli, appropriatisi della conoscenza del modo di formazione del pensiero, che ho descritto, nel 1985, in La storia di Giovanni e Margherita, infrangono la barriera del loro inconscio fittizio e, vistisi dentro, causino così la fine dell’attuale stadio (stadio dell’abiezione) dello strategismo (che è la chiave di lettura del comportamento umano e la principale causa del malessere dell’uomo di oggi), e l’inizio di un’era in cui lo strategismo – che è ineludibile, perché la vita è comunque rapporto di forza – divenga leale, o almeno più leale.

Accadrà? Credo di sì, altrimenti in breve supereremo (se non l’abbiamo già superato) il punto di non ritorno dell’involuzione climatica e ci estingueremo.

Le prime 13 cose da fare

-1) Abolire l’uso del termine ‘consumatore’, perché riconduce al consumismo, cioè a quella subordinazione dell’uomo alle logiche economiche, anziché delle logiche economiche all’uomo, che ci ha rovinati. Consumismo basato sull’inutilità dei beni, perché solo i beni inutili possono causare quell’insoddisfazione che causerà altri desideri ed altri consumi inutili all’infinito. Insoddisfazione quindi congenita al sistema di cui costituisce l’orribile motore.

-2) Ridurre a pochi giorni la durata delle cause, specie dinanzi alla Corte Costituzionale: -a) magari triplicando, o se occorresse persino decuplicando (ma non occorre affatto), il numero dei magistrati; -b) informatizzando radicalmente la giustizia; -c) fissando criteri automatici obbligatori di assegnazione delle cause ai giudici o delle indagini ai pm per evitare la predeterminazione dell’esito delle indagini e dei processi mediante le strategie di assegnazione; -d) legando l’automatismo delle carriere dei magistrati ad oggettivi criteri di merito; -e) attribuendo tutte le controversie alla giurisdizione ordinaria; -f) rendendo possibili le azioni di responsabilità nei confronti dei magistrati, da impossibili, e infatti inesistenti, che sono oggi.

-3) Rendere pubblica mediante confisca penale la Banca d’Italia, così confiscando anche quel 15% circa della BCE di proprietà della Banca d’Italia, e soprattutto intervenire su quell’incredibile falso in bilancio in virtù del quale oggi le banche, centrali e non, pubbliche o private, si iscrivono al passivo le somme che creano dal nulla a costo zero, per così ‘pareggiare’ rispetto a ciò che incassano in cambio, e realizzare quel crimine contro l’umanità di straordinaria gravità detto signoraggio primario e secondario.

-4) Eliminare mediante una nuova, facile, sintetica normativa, le altre frodi bancarie, cioè l’anatocismo, l’accredito differito dei versamenti, le commissioni di massimo scoperto (e altre analoghe), la differenza quantitativa tra i tassi attivi e passivi, in modo che gli interessi vadano ai proprietari dei soldi (ed allo Stato in relazione agli interessi frutto dei prestiti realizzati mediante il moltiplicatore monetario), e giammai alle banche che, non essendo proprietarie dei soldi, hanno diritto solo al compenso per i servizi.

-5) Attribuire ai parlamentari europei il potere di iniziativa legislativa, ed al Parlamento europeo il potere di promulgare le leggi, che oggi non ha perché è un finto Parlamento che serve solo da alibi alla Commissione e al Consiglio, che sono i veri legislatori dell’UE e sono nelle mani della burocrazia, a sua volta al soldo delle lobby bancarie.

-6) Promulgare la mia legge (del 1995) in sei articoli sull’etichettatura dei prodotti agricoli e ittici nella vendita al dettaglio, perché la loro riconoscibilità, e la possibilità di capire le loro diversità qualitative secondo i territori, renderà l’Italia il Paese leader del settore leader: l’alimentazione. Ciò perché abbiamo la straordinaria fortuna che i prodotti italiani sono i migliori del mondo, per cui, renderli riconoscibili garantirà un enorme sviluppo dell’agricoltura, del commercio ittico (razionalizzando la pesca, oggi scellerata), dell’industria alimentare, e della nostra economia in generale. Prodotti che sono la ragione della preminenza della civiltà italiana e che diverranno, quando ne avremo recuperato il gusto, il punto di partenza di un nuovo rinascimento, perché l’alimentazione è trasversale ad ogni attività umana e le culture si formano appunto nella sfera conviviale.

-7) Promulgare la legge sugli imballaggi, che pur essa giace nei cassetti del Parlamento europeo dal 1994, per così sostituire il polistirolo con un ‘polistirolo’ fatto di cereali, vietando inoltre il pernicioso uso della plastica, ed ottimizzando le reti idriche per incrementare l’uso dell’acqua di rubinetto. Abolizione dei derivati del petrolio in qualsiasi tipo di imballaggi o contenitori (bottiglie) che risolverebbe anche il problema della spazzatura, riducendola in pratica ai metalli ed ai rifiuti organici, che anch’essi vanno ridotti riducendo i consumi inutili, ma sono più facilmente riciclabili.

-8) Istituire sussidi non inferiori a 1.500 euro mensili per coloro che dedichino la loro vita ad attività a loro piacimento non remunerate, che non dovremo più chiamare disoccupati, perché si dice da secoli che le macchine avrebbero liberato l’uomo dalla schiavitù del lavoro e, ora che l’hanno liberato, questo fenomeno deve essere interpretato appunto come liberazione, non come disoccupazione. Istituire altresì adeguati finanziamenti pubblici per le attività che siano di interesse collettivo. Sussidi e finanziamenti che lo Stato pagherà, come tutte le altre cose che si dovranno fare, semplicemente stampando, o creando elettronicamente, i soldi necessari. Produzione di tutto il denaro che occorre da parte dello Stato che, come spiego nel documento sul signoraggio, non produrrà alcuna inflazione, perché l’inflazione si verifica solo quando il denaro viene prodotto da un falsario, cioè da chiunque non sia lo Stato.

-9) Fermare le produzioni dannose in quanto inutili, perché l’occupazione va garantita altrimenti che producendo inutilmente inquinamento.

-10) Finanziare – sempre con i soldi che lo Stato creerà, cessando cioè di ‘comprarli’ assurdamente dal falsario BCE – un’immensa riconversione industriale consistente, in questa prima fase, nella creazione di un altrettanto immenso processo di ristrutturazione delle città e dei territori, nonché di arresto dell’inquinamento e di disinquinamento dei mari, delle terre e dei cieli, usando per farlo, e per fare ogni altra cosa, forme di energia pulita, che esistono già e possono essere prodotte immediatamente su vasta scala, ma vengono osteggiate per favorire il petrolio.

-11) Avviare l’informatizzazione di ogni aspetto della vita civile a partire, oltre che dalla giustizia, dalla Pubblica Amministrazione.

-12) Fermare immediatamente le centrali atomiche, perché ardono ancora, con immensi danni, sia Chernobyl che Fukushima, ma c’è ovviamente un altissimo rischio che altri drammi atomici si scatenino.

-13) Cercare di fermare la catastrofe climatica ‘spegnendo immediatamente il mondo’ per poi ‘riaccenderlo’ solo via via che, con la massima celerità, avremo reso i vari settori non inquinanti. Perché buona parte dell’inquinamento è costituito da ciò che immettiamo giornalmente nell’atmosfera, oltre che nelle acque e nel suolo. Per cui, se smettiamo, avremo, da subito, un forte vantaggio derivante dall’‘atterraggio’ di ciò che cade in tempi brevi, in modo da creare le condizioni per poter attendere atterri ciò che, per cadere, richiede più tempo o anche, purtroppo, molto tempo. CLIMA: ecco quello che sta purtroppo per accadere secondo me.

ALM