Meglio partito o movimento?

È mal posta la domanda: «meglio partito o movimento»

Vanno cioè benissimo anche i movimenti, purché siano strutturati, laddove il termine «movimento» viene usato (lo fece per la prima volta, nel 1994, Berlusconi) nel senso di movimento ‘leggero’ allo scopo di spodestare le ideologie, la politica e i partiti, per creare delle organizzazioni sotto il controllo diretto, nemmeno occulto ma incredibilmente notorio, dei loro capi. Capi a loro volta da sempre sistematicamente assoggettati alle lobby, senza il cui aiuto, data la loro anch’essa notoria mancanza di contenuti, non avrebbero mai fatto un passo.

Allo stesso modo si volle dequalificare il termine ideologia per eliminare la progettualità politica e sostituirla con forme di confusione funzionali a coprire i fini dei ‘capi’ e dei loro mandanti.

Se infatti ideologia significa: «insieme di idee organizzate per il perseguimento delle esigenze collettive», esse non potranno che esistere finché continueremo ad avere la testa e ad usarla per pensare, per cui l’affermazione che siano superate può solo riguardare quelle che fin qui ci hanno guidato.

Lobby rispetto alle quali Berlusconi ebbe una particolare posizione, perché lui stesso era ed è il vertice di una potentissima lobby ed, ancorché inviso alla grande cupola criminale buonistico/bancaria, ne era tuttavia sostenuto, perché il 1994, fu per il regime un momento di grande ‘rischio’ di svolta.

Movimenti ‘leggeri’ i quali tutti, dal primo, Forza Italia all’ultimo, l’M5S, sinistroide, sono stati diversi da varie angolazioni ma simili in una cosa: nell’essere funzionali a dirottare, dal 1994, le spinte sociali al vero cambiamento sul binario morto della ‘rivoluzione per non cambiare’.

Forza Italia di cui ALM fu eletto, nel 1994, parlamentare europeo, ottenendo di essere candidato, (da Mimmo Mennitti) all’ultimo momento, all’insaputa di Berlusconi, che altrimenti non l’avrebbe consentito, e poi eletto, malgrado lui, e di cui tentò di ri-appropriarmi (perché la considerava figlia delle rotture di equilibri che aveva causato dal 1985 con i suoi volantini) costituendo l’Area di Azione Politica di Forza Europa, a cui aderirono 19 dei 27 eurodeputati di Forza Italia (vedi il documento di adesione con le loro firme, che furono poi però ‘dissuasi’ da Berlusconi, per cui nel 1996 uscì da Forza Italia e rimase nel Parlamento Europeo come unico deputato del PAS.

Regime costituito dalla cupola bancaria, al cui vertice sono le dinastie bancarie, tra cui, preminenti, i Rothschild e i Rockefeller, ed al cui servizio operano la massoneria deviata, i ‘club’ (bilderberg, trilatere, comitato dei 300 ecc), e le innumerevoli cosche governative, istituzionali, economiche, giudiziarie, mediatiche, professionali.

Massoneria deviata e ‘club’ che sono la ‘dirigenza’ trasversale e sovranazionale di tutto ciò che rileva: dai Parlamenti alla Corte Europea, al Congresso e alla Corte Costituzionale USA, a Google, Wikipedia, Microsoft, alla Fiat, al Nobel, ai media.

Cosche che sono i suoi organi, i suoi esecutivi locali, le sue forze speciali, il suo ‘braccio armato’.

Regime guidato da questo immenso lerciume che, sommato alla gente, dà – spiace dirlo – il sistema. Perché il potere moderno è una forza in sé di cui ognuno è vittima e protagonista nello stesso tempo, benché prevalentemente rappresentata dai detentori di capitale.

Sistema che ha usato i movimenti ‘leggeri’ per neutralizzare la politica in quanto privi, oltre che di strutture adeguate, di organizzazione democratica; nonché controllati da capi ogni volta creati occultamente, magari a loro stessa insaputa, ed aiutati dai media a raccogliere e chiudere nel loro ‘recinto’ l’elettorato.